Premessa: Negli ultimi mesi ho incominciato ad apprezzare molto la community di twitter, che si dimostra ogni giorno sempre più una vera e propria famiglia, dove ci si da il buongiorno e si parla tutto il tempo. Sono stato “iniziato” a questo tipo di utilizzo di twitter da parte di Fabrizio Rinaldi   (,che gestisce un blog che seguo sin dalla sua nascita) seguendo le sue considerazioni pubblicate ogni tanto proprio su quel blog, e le sue discussioni con altri utenti di twitter. Proprio attraverso questi topic ho potuto apprezzare e followare Federico Viticci e Federico Traviani , che reputo due dei più importanti twitgeek Italiani.

Così sono venuto a conoscenza del network di podcast , EasyPodcast , da loro creato assieme ad molte altre persone come Maurizio Natali, che scrive su Saggiamente, di sicuro il mio blog preferito in lingua italiana. E tramite gli show da loro messi in piedi ho scoperto tante nuove app e personaggi che popolano questo strano mondo online.

Come posso non citare l’aver appreso l’esistenza di Marco Arment , sviluppatore e blogger talentuoso, che anzi ha appena creato un nuovo progetto (dategli una occhiata) , di app per iPhone come reeder , instantpaper, tweetbot, o di altri siti in inglese che riescono ora a soddisfare la mia sete di curiosità.

Negli ultimi giorni mi sono pure iscritto a app.net  , che a pagamento (4.20€ al mese) , permette di avere un servizio stile twitter,  più libero e dove non si incontrano tra i trend topic cose tipo #WeWantJustinSchifoInItalia o bambine dementi , ma dove si possono trovare discussioni stupende e mettersi in contatto con persone che su twitter ormai non rispondono neanche più causa la montagna di reply spazzatura che gli arrivano. Non so quanto durerà , ma mi sta piacendo molto.

Tutto questa premessa per arrivare al punto fucale di questa mia considerazione. Non ci ho mai voluto credere ma ora mi rendo veramente conto che discutere in inglese espande il proprio raggio di azione a dismisura. Quando qualche mese fa Fabrizio scrisse che avrebbe voluto incominciare a scrivere solo in inglese su twitter e sui suoi blog, ho pensato “ok ma come si possono fare certe considerazioni in una lingua non tua? sarà veramente utile?”.

La prima volta che mi è passato in mente “uau forse devo migliorare veramente” è stato questa estate, poco dopo aver letto quell’articolo. Ho incontrato una ragazza a casa di amici che  era qui per lavorare, ma era ungherese e l’unica lingua in cui potevamo comunicare in modo decente era l’inglese. Ora chi mi conosce sa che non sono chissà che forza con il genere femminile, ma per quanto non ci fosse nessun motivo importante, ho voluto passare una serata a sforzarmi di parlare con lei, non tanto per “provarci” , ma per dimostrare qualcosa a me stesso.

Già allora pensai che dovevo migliorare proprio per poter fare incontri, e discussioni che altrimenti mi si negavano davanti.

E dopo esser venuto a conoscenza di tutto questo mondo a me prima nascosto mi sono reso conto che è più importante di qualsiasi altra conoscenza che si possa avere.

Guardate Viticci: 3 anni fa era stato appena licenziato, non sapeva che fare, e attraverso twitter e discutendo con altri gli è venuta l’idea di MacStories. Ora il suo sito ha milioni di visite ogni mese, e lui praticamente vive grazie ad esso.

Quindi mi sono deciso a impegnarmi nel cercare di usare l’inglese più spesso su internet, per esempio proprio su app.net parlo solo in inglese. Certo non sono molto bravo, ma cosa mi vieta di tentare a migliorare? Niente.